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Sicurezza nei cantieri: novità |
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venerdì 17 settembre 2010 |
Dallo scorso 7 settembre, la tessera di riconoscimento che devono esporre i lavoratori delle imprese che operano nei cantieri (ma anche i lavoratori autonomi e gli stessi datori di lavoro) deve essere arricchita con ulteriori informazioni:
- per i tesserini dei dipendenti di imprese appaltatrici o subappaltatrici, data di assunzione e, in caso di subappalto, relativa autorizzazione
- per i lavoratori autonomi, nome del committente
É quanto stabilisce la L. 136/10 contenente il piano straordinario antimafia, che integra con proprie norme le disposizioni del Testo Unico in materia di Sicurezza (D. Lgs. 81/2008).
Se già, quindi, era obbligatorio - nei casi di appalto o subappalto - munire i lavoratori di apposito tesserino di riconoscimento corredato di fotografia, contenente le generalità del lavoratore stesso e l'indicazione del datore di lavoro, il provvedimento contro le mafie integra le disposizioni del T.U. prescrivendo di dettagliare altre informazioni sulla tessera di riconoscimento.
Quest'ultima, pertanto, dovrà contenere - oltre agli elementi già previsti - anche la data di assunzione del lavoratore nonché, nelle ipotesi di subappalto, la relativa autorizzazione.
Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera dovrà riportare anche l'indicazione del committente.
Il provvedimento è stato accolto con interesse e giudizio positivo anche a livello locale da parte di CNA e Confartigianato, le quali si dichiarano favorevoli ad ogni normativa orientata verso maggiori forme di controllo sui cantieri edili in favore di un potenziamento della sicurezza.
"Il nostro impegno - ha detto Gianni Carbone, Segretario della CNA provinciale di Savona - è concentrato da anni affinché le imprese Nostre Associate comprendano il valore delle leggi volte alla sicurezza ed alla trasparenza nei cantieri. In particolare, il nostro Ufficio Ambiente & Sicurezza svolge da sempre un'ampia attività formativa nei confronti di dipendenti e titolari per lavorare in questa direzione; ma non sono le Associazioni di Categoria a poter incidere profondamente in questo senso". Secondo Carbone, sono necessarie leggi di settore che regolamentino in modo chiaro l'edilizia. "L'accesso alla professione edile è semplicissimo ed aperto a chiunque, senza verifiche di competenze ed esperienza - ha detto Carbone. - Si pensi che, nella provincia di Savona, più del 40 per cento delle imprese artigiane iscritte all'Albo appartengono al settore edile".
Della stessa opinione anche Confartigianato. "La nuova legge - ha detto Alessandra Cirio di Confartigianato provinciale - costituisce l'integrazione di uno strumento già esistente che, come associazione, abbiamo sempre fatto rispettare ai nostri iscritti. Un'integrazione che amplia le tutele in favore della trasparenza nell'appalto dei lavori e anche della sicurezza sui cantieri". Ampio l'impegno di Confartigianato savonese, negli anni, contro il lavoro nero attraverso convegni e attività di sensibilizzazione. "Il vero problema - ha detto Alessandra Cirio - è l'assenza di una regolamentazione del settore. Ci deve essere una forma d'accesso al mercato ed alla professione controllata con forme d'obbligo di affiancamento o apprendistato, come avviene per altre categorie. Il rischio, altrimenti, è quello di una scarsa sicurezza da parte del committente, che non avrà garanzie sugli esiti del lavoro, e, ovviamente, di un maggior rischio sui cantieri a causa della poca esperienza e della scarsa professionalità degli operatori".
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