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Mansioni "a rischio": via libera ai "test antidroga" |
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martedì 14 ottobre 2008 |
È stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il protocollo che stabilisce le procedure per gli accertamenti sanitari per i lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute di terzi, ovvero mansioni che - se svolte da persone che assumono stupefacenti - possono mettere in pericolo la vita del lavoratore stesso e degli altri.
Tra le mansioni individuate si evidenziano quelle inerenti le attività di trasporto, tra cui:
- conducenti di veicoli stradali con patente di guida categoria C, D, E e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;
- conducenti, conduttori, manovratori ed addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;
- addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci.
È il datore di lavoro che deve comunicare al medico competente, per iscritto, i nomi dei lavoratori da sottoporre ad accertamento "di assenza di tossicodipendenza", in base alle mansioni da questi ultimi svolte. Tale comunicazione dovrà essere fatta alla prima attivazione delle procedure previste dal protocollo d'intesa e, successivamente, periodicamente (di norma una volta l'anno) e tempestivamente aggiornata in riferimento ai nuovi assunti ed ai soggetti che hanno cessato le mansioni a rischio.
I lavoratori devono essere sottoposti agli accertamenti - mirati ad individuare l'inidoneità allo svolgimento delle mansioni "a rischio" in caso di uso di sostanze stupefacenti e/o psicotrope, indipendentemente dalla presenza o meno di dipendenza - "prima dell'assunzione in servizio": il protocollo chiarisce definitivamente che "tale accertamento non è da intendere come pre-assuntivo, ma come visita medica preventiva post-assuntiva, da eseguire comunque sul lavoratore prima di essere adibito al servizio lavorativo nella mansione specifica a rischio".
È a carico del datore di lavoro anche il costo degli esami: per questo sarà necessario concertare con le Regioni le tariffe da applicare sulle analisi.
Il medico competente aziendale convoca il lavoratore ed esegue accertamenti di primo livello essenzialmente attraverso un test rapido delle urine.
In caso di positività o esito dubbio, il medico dichiara l'inidoneità temporanea del lavoratore alla mansione ed invia i campioni prelevati alla struttura sanitaria competente per gli accertamenti di secondo livello. A questo punto è necessario valutare se c'è una dipendenza del lavoratore da sostanze stupefacenti: in tal caso sarà il SERT a farsi carico del processo di cura e riabilitazione.
Il lavoratore potrà anche chiedere, a sue spese, la revisione del risultato delle analisi effettuate entro dieci giorni dalla comunicazione del giudizio di non idoneità.
Scarica qui la "Procedura per il controllo dei lavoratori con mansioni a rischio" |