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Imprese edili penalizzate dalle nuove norme relative al DURC |
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sabato 08 dicembre 2007 |
Le nuove norme che estendono il campo di attività del DURC penalizzano il comparto dell'edilizia: C.N.A. chiede di modificare il decreto.
L'Unione Costruzioni della C.N.A. ritiene condivisibile pretendere la regolarità contributiva dalle imprese di ogni settore che richiedono benefici ed incentivi, ma il nuovo decreto introduce anche per le imprese edili - in aggiunta alla mancata regolarità contributiva - un elenco di violazioni in presenza delle quali non viene rilasciato il DURC per periodi variabili da 3 a 24 mesi.
Nel caso dell'edilizia, le sanzioni sono decisamente sproporzionate. Infatti, mentre un'azienda appartenente ad altro settore alla quale non si rilascia il DURC perde il diritto a benefici e contributi, ma può continuare a svolgere la sua attività, un'impresa edile senza DURC non può proprio lavorare dal momento che il documento è necessario sia per partecipare agli appalti pubblici che per i lavori privati (basti pensare che, a fronte dell'accertamento della mancata concessione del riposo giornaliero o settimanale inerente ad un numero di lavoratori superiore al 20 per cento del totale della manodopera impiegata, corrisponde un periodo di non rilascio del DURC pari a 3 mesi!).
In questo modo si introduce un paradosso: infatti, per una violazione non grave si blocca l'impresa, mentre per la presenza di oltre il 20% di lavoratori in nero si blocca "solo" il cantiere.
Questo decreto è l'ennesimo episodio che testimonia un approccio inaccettabile delle Istituzioni ai problemi della regolarità e della sicurezza nel comparto delle costruzioni.
C.N.A. si batterà pertanto per la modifica in senso positivo del testo di legge.
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