|
CNA: nell'edilizia rispettare le regole |
|
|
|
venerdì 27 marzo 2009 |
Il comparto edile in Provincia di Savona: proposte della CNA per la moralizzazione del settore e l'azione di contrasto al lavoro nero
Il comparto artigiano dell'edilizia comprende, nella nostra Provincia, circa 4000 imprese che arrivano a oltre 5000 se si aggiungono anche gli impiantisti; in sintesi più della metà delle aziende iscritte all'Albo delle Imprese Artigiane.
Oltre il 70% delle ditte che si iscrivono mensilmente all'Albo appartengono al settore dell'edilizia e buona parte di esse sono formate da lavoratori extracomunitari che avrebbero bisogno di specifica preparazione per operare in un settore a così alto rischio.
Invece, il comparto dell'edilizia non è regolamentato da alcuna legge di settore e resta quindi libero a tutti (a tal proposito vogliamo ricordare che giace in Parlamento una proposta di legge presentata dalla CNA, che si propone di regolamentare l'accesso alla professione).
Non possiamo parlare dei cantieri edili solo quando si verificano gravi incidenti sul lavoro: occorre prevenire adeguatamente per non dover, poi, pesantemente reprimere.
Ultimamente anche nella nostra Provincia si sta assistendo a veri e propri casi di caporalato: in determinate zone delle località più grandi si riuniscono "squadre di operai" - naturalmente in nero - che vengono poi selezionati per il lavoro della giornata. Per le imprese in regola, questo vuol dire subire una concorrenza sleale che non può essere combattuta in alcun modo. Non parliamo poi del problema della sicurezza che non può essere assolutamente garantita.
Per essere in regola, un'impresa con dipendenti deve essere iscritta alla CCIAA, all'INPS, all'INAIL, alla Cassa Edile, redigere la Valutazione dei Rischi, il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) per ogni cantiere aperto, ottenere il Durc che certifica la regolarità contributiva aziendale.
Non sono gli adempimenti e gli accertamenti sulle ditte regolari quelli che mancano, ma, purtroppo, c'è una parte di sommerso che sfugge totalmente a qualsiasi azione di controllo.
Ora noi crediamo sia giunto il momento di passare ad una fase più incisiva di lotta all'abusivismo e per questo proponiamo:
- che i cantieri nei quali prestano attività lavoratori in nero vengano immediatamente sequestrati e che si responsabilizzino maggiormente i committenti maggiorando le sanzioni a loro carico sino ad arrivare alla confisca del cantiere e dell'immobile in costruzione;
- che la stessa cosa accada là dove vengono gravemente disattese le normative relative alla sicurezza;
- che venga approvato nel più breve tempo possibile il progetto di legge denominato: "Disciplina dell'attività professionale di costruttore edile e delle attività professionali di completamento e finitura in edilizia" giacente in Parlamento e sottoscritto anche da altre Organizzazioni di Categoria oltre la nostra.
"Il settore - conclude Gianni Carbone, direttore della Confederazione Nazionale dell'Artigianato di Savona - ha necessità di essere riqualificato e bonificato e questo può avvenire solo con l'approvazione di una legge che lo regolamenti e con l'inasprimento delle pene per chi non è in regola, prevedendo adeguate sanzioni anche per la committenza.
Il comparto, come la nostra economia, sta attraversando un difficile momento ed è quindi necessario operare in tutte le sedi per favorire un rilancio economico che non può non passare che attraverso misure che tutelino il lavoro regolare contro l'insana concorrenza del lavoro nero. Le nostre proposte vanno anche in questa direzione: un settore nel quale le regole sono rispettate e fatte rispettare è una garanzia per tutti, committenti, imprese, amministratori e cittadini".
|