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Accesso all'edilizia: approvata proposta di legge |
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giovedì 31 marzo 2011 |
L'Aula della Camera ha approvato la proposta di legge sollecitata dalle associazioni artigiane da 3 legislature.
L'assemblea della Camera ha approvato la proposta di legge sulla Disciplina dell'attività di costruttore edile e delle attività di completamento e finitura edilizia.
La CNA da anni chiedeva che anche il settore delle costruzioni fosse regolamentato in modo da scoraggiare iniziative imprenditoriali estemporanee e di garantire meccanismi di qualificazione delle imprese, così come già avviene in numerosi altri settori (primo fra tutti quello dell'impiantistica). Questo anche in considerazione del fatto che il settore dell'edilizia, proprio per la mancanza di regolamentazione, è sempre stato considerato come un bacino di accoglienza di manodopera poco qualificata rivolta alla ricerca di guadagni mettendosi a lavorare in proprio anche senza la dovuta preparazione, con ripercussioni negative sulla tutela del consumatore.
Per operare nel settore, sarà richiesto il possesso di alcuni requisiti di carattere tecnico-professionale correlati a specifici requisiti di onorabilità e - con riferimento alla struttura organizzativa e gestionale dell'impresa - ad appositi requisiti di capacità organizzativa e finanziaria. La principale finalità è quella di tutelare il consumatore finale, ossia il committente del lavoro edile, da imprese di scarsa qualità tecnico-professionale o di dubbia correttezza, nonché di combattere la concorrenza sleale di coloro che operano abusivamente sul mercato in condizioni di precaria sicurezza.
In Italia, il valore totale della produzione del settore è pari a circa 200 miliardi di euro all'anno e 2 milioni sono gli addetti (pari all'8% degli occupati di tutti i settori economici ed al 28% degli occupati nell'industria).
Nella nostra provincia, le imprese edili costituiscono oltre il 60% del totale delle oltre 9.000 imprese iscritte all'Albo delle Imprese Artigiane.
Il testo approvato prevede un doppio sistema di qualificazione per le imprese che svolgono rispettivamente:
- interventi di costruzione, di ristrutturazione, di restauro e risanamento conservativo e di manutenzione straordinaria di edifici e loro pertinenze e di altri organismi e manufatti edilizi ed opere d'ingegneria e del genio civile, di natura generale o speciale, ivi comprese le opere di preparazione del cantiere edile e relative opere di scavo;
- lavori di completamento di edifici, di loro pertinenze, di altri organismi e manufatti edilizi,interventi di manutenzione ordinaria, nonché lavori di finitura.
Per accedere a tali attività saranno previsti, per le nuove imprese, precisi percorsi formativi definiti dalle Regioni; un ruolo incisivo in tema di controlli sarà invece lasciato alle Camere di Commercio ove verrà istituita un'apposita Sezione alla quale saranno tenuti ad iscriversi tutti coloro (persone fisiche e giuridiche) che esercitano una delle due attività indicate (prevedendo percorsi semplificati per le imprese già regolarmente in essere).
In definitiva, ribadiamo come il tema della riqualificazione professionale nel settore dell'edilizia costituisca un importantissimo passo verso la riqualificazione ed il rilancio del settore delle costruzioni, da sempre auspicato dalla nostra Associazione.
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