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Forte protesta di acconciatori ed estetiste |
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venerd́ 16 marzo 2007 |
L'associazione Benessere e Sanità della CNA di Savona, udite le esigenze degli Acconciatori e delle Estetiste della nostra Provincia (che rappresentano oltre 900 imprese) a seguito delle assemblee di Categoria svolte il 12 marzo 2007, esprime forte preoccupazione e disagio per il provvedimento di cui al D. L. n° 07/2007, che va ad aggravare le già pesanti condizioni di lavoro degli operatori del Settore.
In proposito, CNA rileva come tale provvedimento sia stato assunto attraverso un Decreto Legge senza nessuna preventiva consultazione della Categoria (mentre per altri settori si è proceduto attraverso la presentazione di un Disegno di Legge, che ha consentito un dovuto confronto in sede parlamentare).
In questo senso appare ingiustamente forzosa e calata dall'alto la previsione contenuta nel decreto relativa alla soppressione del criterio delle distanze fra gli esercizi e l'eliminazione obbligatoria della chiusura settimanale che creerà problemi per imprese di piccolissime dimensioni (dove, tra l'altro, la presenza femminile in forma di lavoro autonomo e dipendente si avvicina al 70%), senza apportare sostanziali benefici all'utenza.
In moltissimi comuni sono state da lungo tempo concertate ed introdotte forme di flessibilità sia degli orari giornalieri al pubblico e delle giornate di chiusura, che del criterio delle distanze; la Categoria ha quindi concretamente dimostrato di recepire autonomamente le esigenze dei consumatori e del mercato, secondo principi volti a favorire l'equilibrato sviluppo del settore.
Le competenze divise finora tra Regioni e Comuni sono sempre state la migliore garanzia per una presenza adeguata sul territorio; è utile rammentare che nel nostro paese operano quasi 100 mila imprese di acconciatura (una ogni 550 abitanti circa), una concentrazione che non trova uguali in nessun altro stato europeo come Germania, Francia, Regno Unito, etc...
Non siamo pertanto di fronte ad una situazione di scarsa presenza sul territorio; anzi, le attività di acconciatura ed estetica sono capillarmente presenti e non si concretizza alcun problema di offerta scarsa o di accesso chiuso all'attività!
A nostro giudizio, occorre andare nella direzione prevista dalla recente L. n° 174/05 sull'acconciatura, là dove essa indica la necessità di adottare - da parte delle Regioni - norme volte a favorire lo sviluppo del settore tenendo conto del contesto urbano locale (il che significa programmare un equilibrato sviluppo del settore che non può essere di certo lasciato a se stesso).
Accanto a processi di liberalizzazione andrebbero individuati interventi a sostegno delle imprese e della loro qualificazione quali, ad esempio:
- la riduzione dell'aliquota IVA, sull'esempio di altri paesi europei ove la riduzione dell'aliquota ha avuto effetti tangibili sull'offerta dei servizi e sulla conseguente crescita occupazionale;
- serie iniziative contro l'abusivismo (ed il lavoro nero) da parte delle varie Amministrazioni, in quanto tale fenomeno - che per dimensione è paragonabile al numero delle imprese che operano regolarmente - produce per la collettività "danni" fiscali e previdenziali di notevole entità e per la categoria rappresenta una forma di concorrenza sleale.
CNA Benessere e Sanità di Savona ha richiesto ai Parlamentari della nostra Provincia di tutte le forze politiche, nonché agli Amministratori Comunali e Regionali di intervenire perché in sede di conversione il Parlamento modifichi il decreto tenendo nella dovuta considerazione le presenti osservazioni.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al sig. Carbone presso la sede di Albenga della CNA (tel.: 0182/53442-3 - e-mail: gianni.carbone[AT]cnasavona.it).
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